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IL PROGETTO TERAPEUTICO-RIABILITATIVO

progetto

Obiettivo primario di una Comunità è quello di garantire una continuità di cura e di intervento. Su questa premessa la Comunità fonda la propria peculiarità e la propria funzione terapeutica e riabilitativa.

Il lavoro svolto in Comunità è parte integrante di un ampio progetto di rete, che coinvolge l’ospite, la famiglia e l’inviante  (Dipartimento di Salute Mentale di residenza). Si tratta di un programma che si sviluppa in fasi progressive e prevede la valutazione degli esiti nei tempi stabiliti dall’impegnativa o dalla proroga di ricovero (in genere, sei mesi).

Al tempo stesso un efficace progetto terapeutico deve prendere in considerazione l’utente come parte attiva di questo percorso e non come semplice destinatario di un intervento. Per questa ragione la prima fase del ricovero, con durata variabile in base alle necessità di ogni singolo caso clinico ed alla condizione psicopatologica, è quella che potremmo definire “fase contrattuale”, cioè quel momento in cui insieme all’utente e se ritenuto opportuno anche con la consultazione dei familiari, si concordano gli obiettivi da ottenere e si prende atto delle reciproche aspettative. Questa fase è contrassegnata dalla frequenza delle visite e dei colloqui (psichiatrici, psicologici, psico-pedagogici e sociali), finalizzati, appunto a meglio definire le possibilità dell’intervento e le scelte operative che sembrano più adeguate.

Le nostre scelte di lavoro fanno riferimento alle linee guida delle più accreditate Società Scientifiche (American Psychiatric Association, SIPRe, SIRP, SIP, ecc.), confortate dai risultati rilevabili in letteratura e flessibilmente calate nella specifica nostra realtà socio-culturale.

Il piano terapeutico-riabilitativo della nostra C.T.R. prevede

  • terapia psicofarmacologica
  • terapia farmacologica generale al bisogno
  • psicoterapia
  • attività riabilitative
  • interazione con il territorio e le sue componenti

L’obiettivo generale del programma consiste nell’aiutare tutti gli ospiti a sviluppare un’autonomia e una capacità di autogestione, che minimizzino o annullino le interferenze della patologia e che soddisfino le esigenze e le aspettative personali e del contesto.

Il singolo progetto personalizzato è affidato ad un case manager, scelto fra i componenti dell’équipe, che collabora con una figura professionale per ciascuna qualifica (ad es., un medico psichiatra facente funzioni di case manager, entra in sinergia con uno psicologo ed un pedagogista, per garantire il contributo dei diversi ruoli e delle loro interagenti funzioni).

L’équipe si riunisce ogni quindici giorni, per il monitoraggio dell’intervento quindi la continua programmazione degli interventi terapeutico-riabilitativo. Alle riunioni partecipano anche gli altri operatori, qualora la loro presenza sia significativa nell’assumere informazioni e/o prendere decisioni sul singolo caso.

La durata del programma viene definita in funzione delle condizioni psicopatologiche di partenza e degli obiettivi concordati, con la possibilità di una sua ridefinizione in itinere sulla base delle periodiche valutazioni.

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