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Progetto “Giornal….Mente”

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 Referente: D.ssa Cortese Maria (Psicologa-Psicoterapeuta)

 

 

 

Attraverso la redazione di un giornalino si vuole rendere i pazienti, protagonisti di un’attività motivante e finalizzata alla comunicazione, in cui l’atto dello scrivere assume un reale significato interattivo.

Tale attività rappresenta un’importante occasione di educazione sociale, sia per i contenuti trattati sia per l’attività in sè. Una “redazione”, infatti, ha per se stessa una natura “sociale”, non solo perchè ciò che si produce è destinato ad essere letto da altri, ma anche per le caratteristiche proprie del lavoro da svolgere. Per arrivare ad un prodotto finito, espressione di un’organizzazione comune, è necessaria la collaborazione di ognuno.

Inoltre, la stesura del giornalino può permettere di esprimere il proprio mondo interiore attraverso la produzione di racconti, poesie, articoli su tematiche specifiche, interviste, ricette, etc…

L’attività del giornalino prevede l’utilizzo di tecniche che hanno lo scopo di stimolare la memoria, l’attenzione, la concentrazione, l’uso di strutture logiche, della scrittura come mezzo di comunicazione, di mantenimento o recupero di un adeguato rapporto con la realtà, di facilitare lo sviluppo di abilità sociali favorendo le relazioni interpersonali, di valorizzare il bagaglio culturale dei pazienti, di stimolare una maggiore consapevolezza della propria capacità di ragionare, di saper riflettere, di avere ed esprimere opinioni personali, di stimolare capacità critica e di osservazione, di favorire l’acquisizione di nuove conoscenze, di stimolare la creatività e la curiosità.

Metodologicamente l’attività si articola nei seguenti momenti: lettura e/o visione di quotidiani, analisi delle varie attività di laboratorio interne ed esterne alla comunità, discussione di diverse tematiche con riferimento al proprio vissuto, suddivisione degli incarichi, concordare le scelte relative alla creazione in fasi del giornalino, stesura ed impaginazione, pubblicazione finale interna alla comunità.

Il gruppo coinvolto è eterogeneo per sesso, età e diagnosi psicopatologica e si incontra con cadenza settimanale.

Ecco di seguito alcune edizioni del Giornalino prodotto dai nostri pazienti:

LITTLE NEWS

AND

SHORT STEPS…

FOR THE EVOLUTION

(Brevi notizie e piccoli passi… per l’evoluzione)[1]

INDICE

 

– Il mio natale

 

– Corso di carta pesta

 

– Corso bijoutteria

 

– Notizie dal mondo:

il fuori entra dentro la comunità

 

– Gita a Siracusa

 

– Poesia

 

-Rubrica delle ricette

 

– Telecronaca sportiva

 

– Chicche in lingue

 

– Angolo della risata…

 

 

IL MIO NATALE

 

In occasione delle festività natalizie alcuni ospiti hanno condiviso emozioni, ricordi e desideri immaginando di parlare con un loro amico, un familiare, o qualcuno di caro.

 

Interlocutore: La mia amica Giovanna che non vedo da 7 anni.

Cara Giovanna, ti scrivo per dirti che il natale è una bella festa. L’ho passato sempre in famiglia, giocando a carte, cucinando, facendo festa.

Mi auguro che anche questo natale che verrà potremmo passarlo qui in comunità con gli altri ospiti serenamente e tutti insieme.

T.G.

 

Interlocutore: S. A.

Stanno arrivando le festività natalizie, ed è un momento in cui il calore dei familiari e degli amici si sente di più.

A me piace l’albero, l’atmosfera colorata, le luci, gli addobbi e le cene con amici e parenti. Poi si fanno progetti per l’anno che verrà che si spera sia migliore.

Per me stessa spero che non ci siano più strutture nella mia vita, di acquisire più capacità decisionali e più capacità sociali.

Sto parlando a un’amica che può comprendere queste parole, magari tra 10 o più anni ci ritroveremo che sia natale o no non importa, senza problemi e realizzate.

Questo periodo nella struttura a me serve per capire quali errori non devo più fare, perché il prezzo pagato è alto, però è necessario.

Certo finire in una struttura per errori commessi da altri è assurdo, ma è per capire le proprie mancanze.

C.A.

 

Interlocutore Franco

Caro Franco,

io vorrei che il Natale fosse meno pieno di ipocrisie, vorrei che fosse un “Natale” in cui ci si amasse un po’ di più, al di là dei beni materiali e dei regali, in cui chi soffre non venisse trascurato, che ci fosse un po’ più di attenzione per i poveri, persone che quando la nostra tavola è imbandita non riescono a godere dello spirito natalizio. Il Natale è un momento importante della nostra vita e come insegna la morale evangelica amatevi gli uni con gli altri, è importante anche andare a messaper celebrare un momento storico e religioso notevole.

Caro Franco concludo dicendoti speriamo che il natale ci renda veramente più buoni e ci faccia capire tante cose.

 

Interlocutore: mia sorella M.

Cara M., ho scelto te per scriverti questa lettera perché sei rimasta l’unica

persona con cui riesco a confidarmi.

Ti ricordi quando eravamo più piccoli e quando facevamo sempre feste a natale

e poi ci mettevamo a giocare a carte con tutta la famiglia? quelli per me erano

bei tempi, spensierati che non scorderò mai, perché non c’erano problemi in famiglia.

Comunque spero che tutto passerà e che ritornerà tutto come prima. Ti voglio tanto bene.

Il tuo fratellone.

L.C.

 

 

 

Interlocutore: il mio cagnolino Stella.

Intanto non sai quando mi manchi, per me ormai fai parte della famiglia

vera e propria. Come ben sai sono parecchi i periodi particolari

passati assieme, purtroppo non tutti belli anzi direi piuttosto l’opposto.

Negli ultimi anni sono stati lunghe le mie mancanze e come ben sai fra i vari periodi

bui ci sono anche alcuni Natali quando appunto tutta la famiglia si riunisce. Ricordo il

Natale di due anni fa quando per causa mia io mi trovavo al nord e tu eri in Sicilia, poi

ricordo l’anno scorso un ridicolo natale passato io e te nella nostra umile dimora ed adesso c’è questo del 2014 che come ben avrai capito non si prospetta migliore, ma che ci ritrova di nuovo distanti. Non so se mi daranno un permesso per trascorrere almeno il giorno di Natale a casa per stare assieme al calore di mamma e papà e family, così con la scusa potrò ricevere un ulteriore po’ d’affetto anche da te, boh speriamo bene!!!

Un abbraccio il tuo fedelissimo.

 

 

Interlocutore: Il mio cane Rufus

Caro Rufus, è passato molto tempo dal giorno in cui purtroppo mi hanno portato via da casa, tu dovevi ancora nascere. Si sta avvicinando il giorno delle feste di natale e spero di poterti riabbracciare e coccolare come si deve, istruirti, curarti e darti il calore che solo il tuo padrone può farti sentire.

Tutto ciò di cui ho bisogno è di tornare presto a casa e di poter passare cosi il Natale insieme a te e il resto della famiglia.

L.A.

 

Interlocutore: tutta la mia famiglia

Il mio Natale sarà molto triste perché ho molti problemi in famiglia. Non vedo mia sorella da due anni, i miei genitori sono separati quindi se farò il natale in famiglia, anche se sarà difficile, il mio cuore si dividerà in due parti. Anche se il mio desiderio sarebbe quello di trascorrere le feste con entrambi i miei genitori.

Anche se sarà un Natale molto triste io cercherò di metterci tutto il mio impegno, cosi sarò più felice, superando il ricordo del mio cammino segnato da dolore sin da quando ero bambino.

Spero che questo Natale mi faccia maturare psicologicamente molto. Avrei voglia di affetto in famiglia e tanti abbracci, di tanto conforto, di mangiare, bere e di vedere la mia sorellina minore che ha 13 anni, il mio fratello di 18 anni e quello di 23 anni per stare tutti insieme giocando e festeggiando.

G.F.

 

Interlocutore: S. A.

Ciao Antonio, il mio Natale sarà apparentemente felice e pieno di risate, ma da parte mia sarà tutto finto, ho una sofferenza L che vorrei confidarti: non lo passerò con la mia sorellina Raky e non so descriverti il dolore che provo, spero che lei mi pensi!!! Che riceva tanti regali e si diverta a fare l’albero di Natale. Ti confesso che non credo più nel natale fratellone A. Non so se il giorno di Natale reggerò la sofferenza abissale interiore che avrò, ma terrò duro per i miei Nonni (la mia vita, il mio tutto, poi ci sarà una sfida: guardare negli occhi mia zia Rosalba e ricambiargli il sorriso, però boh) !!!!!! Terrò duro e farò la mia solita risata ‘stupidotta’.

Poi ti volevo scrivere la mia seconda sofferenza: non vedrò i miei fratelli non di sangue ma di più, ho con loro un legame più che speciale, direi oltre la comune amicizia, per me sono tutto e senza di loro non sarei lo Yo che sono adesso GRAZIE; Seby, Ciocco, Schili, Gabry, Tano e il mio amico Vin Diesel- Angeleddu Picciriddu.

 

Quasi sicuramente non sarà uno dei migliori Natali, ma io sono un tipo che si accontenta anche se non sembra. Alla fine di mangiare bene, dei regali non mi importa granché ho solo bisogno di sostegno morale, affetto e di un mega abbraccio, di un bel bacione seguito da: “Andrà tutto bene Yo, sei Forte” ed io sarei il ragazzo più felice del mondo anche se il pensiero è sempre lì a Raky.

Poi tornerò alla routine, nella mia seconda casa temporanea (spero J ) J.F.Kennedy. Così rivedrò le mie infermiere preferite, ho anche un debole per E., P., B., F., voglio loro un mondo di bene e mi trasmettono un uragano di affetto e amore, io le ringrazio infinitamente. Poi come operatori c’è lui S. D., io lo vedo come un padre è un misto di bontà, serietà e soprattutto risate. R. F. che amo di bene e spero che non mi abbandoni mai, perché la voglio troppo bene e spero che fuori di qua continuerò a sentirla. Ti voglio bene F. idem per la mia mia “mammina” M. M. che non finirò mai di ringraziare per tutto ciò che fa per me, mio “patrozzu” P. M. che è la mia colonna portante. E tutti i dottori/esse.

Comunque ti voglio bene figo, tu il mio confidente, amico e soprattutto il mio fratellone A. S., ti saluto.

Concludo che mi siete entrati tutti nel cuore chi più chi meno, tipo certa gente, e che questo Natale mi faccia tornare il Yo dei vecchi tempi, senza finti sorrisi e pieno di Vita.

Baci il tuo Fratellino Yo.

PS: Ti voglio bene nonno.

 

 

CORSO DI CARTAPESTA

 

Lo scorso anno è stato svolto un corso di cartapesta che ha avuto lo scopo di creare il presepe natalizio. Ognuno ha avuto modo di creare i diversi personaggi, di seguito ne verranno indicati alcuni.

 

  1. M.: donna che porta l’acqua e tiene per mano un bambino. Mi piace molto questa attività perché metto alla prova le mie capacità mentali e poi manuali. È piacevole poter creare qualcosa.

 

A F.: Ho realizzato un Re magio che porta l’oro ed ho anche aiutato a fare la Madonna, Gesù bambino e l’angelo. È stata una esperienza positiva e mentre lavoro nella mia mente non si creano pensieri brutti. Scarico tutta la tensione sull’ oggetto su cui sto lavorando, e mi sento molto realizzato. Inoltre questa attività mi fa ricordare che dai dieci ai ventinove anni mi impegnavo a casa a fare il presepe e a mettere gli addobbi di natale. Una volta ho svuotato un televisore non funzionante e vi ho costruito dentro un presepe.

 

  1. A.: ho realizzato un angelo e la Madonna con Gesù Bambino in braccio. Mi piace questa attività perché lavoriamo la cartapesta, mi piace il modo in cui lo facciamo e come creiamo i pupazzetti che mi sembrano quasi veri.

 

  1. G.: un pastore che porta il pane. E’ per me una novità perché è una cosa che non ho fatto mai e mi piace tanto.

 

  1. B.: io ho creato un pastore che porta una cesta di arance. Questa attività mi piace molto perché lavorando mi distendo e mi rilasso. Qualche anno fa avevo creato già con questa tecnica la natività a misura d’uomo.

 

 

 

 

CORSO REGIONALE DI CREAZIONE BIJOUTTERIA

 

All’ Istituto John Kennedy di Adrano è stato svolto un corso regionale di creazione di bijoutteria. E’ durato un mese e si è svolto tre volte a settimana: lunedì, martedì la parte pratica e giovedì la parte teorica.

La parte pratica è stata tenuta dalla dottoressa psicologa Rosanna Lapis, invece la parte teorica dalle pedagogiste dottoresse Manuela Musciumara e Giovanna Stissi. Per me è stata una novità, perché ho scoperto delle tecniche di lavoro che non conoscevo. Il corso è stato molto interessante per tutti gli ospiti.

Nelle prime tre settimane di corso abbiamo creato un foulard con la catenella, che va molto di moda. Abbiamo anche creato un bracciale intrecciato con i lacci e una perlina.

La parte teorica è stata altrettanto interessante, perché sono state tenute delle lezioni sulla comunicazione e sulla creatività da parte della dott.ssa Giovanna Stissi e sui colori da parte della dott.ssa Musciumarra, che ci ha spiegato come ad ogni diverso colore corrisponde una diversa situazione e come dalla preferenza di un colore si possa risalire alla personalità o allo stato d’animo di chi lo indossa o lo sceglie.

La Dott.ssa Giovanna Stissi ha spiegato che in natura esistono solo tre colori: giallo, rosso e blu, e dall’unione di due o tre colori derivano tutti gli altri. Insomma, si possono fare diverse composizioni splendide.

 

  1. B.

 

 

NOTIZIE DAL MONDO…

Come il ‘fuori’ entra in comunità.

 

Spesso dopo pranzo alcuni utenti guardano il telegiornale delle 14 e molti di loro leggono il quotidiano. Condividiamo alcune riflessioni emerse.

 

  1. L.: sono molto insoddisfatto per quello che sta succedendo con gli sbarchi dei clandestini che non vengono regolati ed alcuni migranti poi scappano dai centri di accoglienza. Mi interessa sapere cosa succede nel mondo soprattutto se si parla di lavoro. La mia generazione si sente molto delusa dalla politica. Conoscendo ciò che accade si possono fare dei progetti di vita soprattutto si può migliorare le proprie prospettive.

 

  1. F.: ho sentito parlare della la guerra in Siria, Egitto e Medio Oriente. E’ importante sentire o leggere le notizie così sappiamo cosa succede nel mondo.

 

  1. G.: Mi fanno paura queste notizie perché mi rattristano. Mi fa paura il sovraffollamento legato ai tanti sbarchi.
  2. B.: Il papa ha indetto una veglia di preghiera per la pace ed ha detto che la guerra è una sconfitta per l’umanità e che porta la morte. Ci sono stati anche tanti episodi di violenza verso le donne.

E’ importante ascoltare il Tg e leggere il giornale per conoscere i fatti che succedono al di fuori.

 

  1. G.: le notizie sono importanti perché ci si tiene aggiornati sulla situazione nel mondo.

 

  1. A.: le notizie che ascolto mi fanno pensare alla mia famiglia.

 

 

ASPETTANDO LA GITA DI SIRACUSA

 

  1. C.: Mi aspetto tante cose belle dalla gita e dalla visita al Santuario. Andrò ai piedi della Madonna delle lacrime per ringraziarla della grazia che mi ha concesso. L’ultima volta che sono stato a Siracusa è stato nell’aprile del ’95 con una gita organizzata dalla Parrocchia. Anche se sarà la seconda visita al Santuario per me è comunque piacevole e mi sento rinato all’idea. Quest’anno c’è stata la ricorrenza del 60esimo anniversario della lacrimazione avvenuta per la prima volta dal 29 Agosto al 1 settembre 1953 nella casa dei coniugi Iannuso.

 

  1. T.: Sono già stata a Siracusa nel 1980 ed ho visitato l’orecchio di Dionisio, il teatro Greco e ho fatto una passeggiata al centro, adesso mi aspetto di visitare nuovi posti che non ho ancora visto, spero che sarà piacevole questa gita perché Siracusa è una bella città. Sono contenta di ciò, ma non mi piace il fatto di fare un semplice pranzo a sacco, io avrei preferito andare al ristorante per mangiare a base di frutti di mare.

 

  1. L.: sono molto contento di fare questa gita e di visitare questo posto. Se non ricordo male 30 anni fa circa a Siracusa ci sono stato in gita con la scuola, ma non ricordo bene se sono stato alla Madonna delle lacrime. Sono molto contento e curioso di fare questa gita. Inoltre, per me questa gita ha un valore aggiunto perché non esco da più di 120 giorni esclusa l’uscita ad Etnapolis.

 

  1. P.: l’ultima volta che sono stato a Siracusa è stato circa 3-4 anni fa con mia moglie. Mi piace ritornare a Siracusa soprattutto per poter pregare nel santuario della Madonna delle lacrime essendo cattolico. Per me ha un doppio valore andare fuori perché, eccetto l’uscita di Etnapolis, è da 65 giorni che non esco, quindi voglio riassaporare la vita di tutti i giorni, anche se per poche ore per riappropriarmi nuovamente delle cose che ho perso. Ed inoltre come aspetto secondario mi piace l’idea di poter visitare dei monumenti che mi possono ulteriormente arricchire culturalmente.

 

  1. A.: Per me andare a Siracusa sarà un’esperienza positiva. Ci sono già stato una volta ed ho notato che c’era il mare, le pietre bianche, questo posto mi è piaciuto tanto. Ho già visitato la Madonna delle lacrime e vorrei fare un’altra preghiera particolare per i miei genitori.

 

  1. S.: Questa gita mi mette un po’ tristezza e un po’ allegria, oggi mi sento un po’ nervosa, sono seccata e mi fa male il cuore. Quando ero più piccola andavo in un Istituto dove c’era la statua Madonna delle lacrime. Per me sarà un’esperienza nuova perché non ho mai visto questa città e ciò mi fa felice.

 

 

POESIA

 

Paura di perderti

Senza la voglia di viverti

Perdo la voglia di averti

Senza pensiero di TE è come un mare senza un cielo

Senza averti incontrato

Sarei come deluso e sconfortato

Nelle strade dell’eterno divenire

Trovo un raggio di luce.

Sei TU.               (M. A.)

 

RUBRICA DELLE RICETTE

 

Biscotti ad Esse di Francesco

 

Farina 00 1 Kg

Rosso d’uovo 1

Lievito per dolci 1 bustina

Ammoniaca per dolci un cucchiaio

Acqua tiepida q.b.

Zucchero ½ Kg

 

Procedimento:

Prima si prepara la farina 00 facendo una montagnetta e aggiungendo dell’acqua tiepida, si mescola ed impasta il tutto e poi si aggiunge il rosso d’uovo, lo zucchero ed il lievito. Si amalgama il composto ed infine si aggiunge l’ammoniaca per dolci.

Cuocere a 180° per 30-45 minuti.

 

 

 

TELECRONACA SPORTIVA

 

LA COMUNITA’ “KENNEDY” HA FATTO UN SOL BOCCONE DELLA COMUNITA’ CENACOLO.

 

La squadra di calcetto della comunità Kennedy ha giocato contro la squadra del cenacolo di Biancavilla e ha dimostrato una certa superiorità fisica e tattica inondando di goal la squadra avversaria.

I giocatori della comunità Kennedy hanno spiccato per la loro tattica impeccabile ed hanno riportato una vittoria straripante, soprattutto grazie alle prodezze di G. F. che ha segnato ben 9 goal e all’ultimo goal del “fine stratega” A. S., riportando a casa una vittoria di 10 a 0. Però da buoni sportivi i calciatori del Kennedy hanno riconosciuto anche la bravura dell’altra squadra.

E la partita si è conclusa con questa espressione : “è stato bello giocare non contro di voi, ma con voi”.

 

 

 

CHICCHE IN LINGUE

 

house-casa

newspaper-giornale

holiday-vacanza

winter-inverno

Christmas-natale

new year-nuovo anno

community-comunita’

 

 

 

 

 

 

 

ANGOLO DELLA RISATA

 

 

 

Fantozzi e il Direttore

 

 

Fantozzi bussa alla porta

Fantozzi: Posso…entrare?

Direttore: Entri Bambocci

Fantozzi: noooo, come Bambocci…..Fantozzi

Direttore: vabbè Fantocci o Bambocci, si segga (manca la sedia)

Fantozzi: dove qua?

Direttore: si segga…

Fantozzi: come è umano… Lei

Direttore: caro Bambozzi lei non sarà licenziato….

Fantozzi: oh grazie ma è una poltrona di pelle umana… (indicando la sedia del direttore)

Direttore: … ma inizierà dal più basso grado della scala gerarchica

Fantozzi: allora… Come inserviente?

Direttore: no! Come spugnetta umana

Fantozzi: oh! Come sono… contento

Direttore: vadi Bambucci (sbagliando il congiuntivo)

Fantozzi: no Fantozzi!

Direttore: ma non mi faccia perdere tempo

Fantozzi: allora vado?!

Direttore: vadi vadi (sbagliando il congiuntivo)

Fantozzi: grazieee vado vado…

(uscendo nel corridoio Fantozzi incontra la signorina Silvani, sua collega)

Fantozzi: signorina… posso farle una dichiarazione….

Signorina Silvani: cos’ha detto? ma come si permette!!

Fantozzi: una dichiarazione…. dei redditi, ohhh mi si sono incrociati i diti!

 

A.F. e P.M.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1]Giornalino periodico della C.T.A. J.F. Kennedy – Adrano

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