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TERAPIA FARMACOLOGICA

terapia

L’avvento degli psicofarmaci, in particolare dei neurolettici (clorpromazina, 1952), ha impresso una svolta per certi versi epocale alla terapia delle più gravi forme di patologia psichiatrica; specialmente per la schizofrenia, questa scoperta ha segnato una tappa importante anche per quanto riguarda la ricerca etiopatogenetica (studi sui recettori dopaminergici, prima, e sertoninergici, in seguito).

Da allora ad oggi, la psicofarmacologica ha compiuto grandi passi in avanti con l’evidenza di una sempre più ampia possibilità di una “cura territoriale” del paziente psichiatrico, che con sempre più forza ha allontanato l’idea delle strutture di cura “reclusive”.

La Comunità Terapeutica diventa così uno spazio nuovo di cura, che lavora in sintesi con il territorio e che con esso intende offrire una possibilità di interazione con utente.

Per queste premesse, la nostra Comunità è orientata all’applicazione di misure terapeutiche piscofarmacologiche che, sulla base degli studi più aggiornati, possano offrire il mantenimento di considerevoli livelli di attenzione e di perfomances adeguate alla complessità e alle esigenze dell’intervento riabilitativo nella sua globalità (capacità di partecipare in maniera attiva ed efficace alle attività di laboratorio, interne ed esterne alla Comunità).

In sintesi, la scelta della terapia psicofarmacologica è dettata da:

  • diagnosi (con la necessaria premessa di quanto ad essa conduce: anamnesi, dati socio-familiari, abitudini e stile di vita, personalità premorbosa, ecc.);
  • presenza e consistenza clinica di particolari aspetti sintomatologici (disturbi dell’ideazione e della percezione, comizialità, insufficienza cognitiva);
  • eventuali dati di laboratorio (esami ematochimici, es. strumentali, ECG, EEG, ecc.);
  • comorbidità (associazione di patologie specifiche o generali, che indichino un necessario aggiustamento posologico o una precisa scelta farmacoterapeutica);
  • punteggi delle scale di valutazione (SAPS, SANS, BPRS);
  • dati clinici di letteratura aggiornati;
  • evoluzione del quadro clinico e risposta al trattamento (per quanto concerne la revisione delle terapie).

I farmaci, siano di pertinenza psichiatrica che di uso generale, vengono in parte prescritti dal medico curante (convenzionato con il S.S.N.) che ha in carico i singoli pazienti. In parte, per l’uso più ampio o perchè non mutuabili, vengono acquistati presso i depositi delle relative ditte.

Per alcuni pazienti, sulla base del quadro clinico e degli attuali orientamenti psicofarmacologici, si stanno adoperando nuovi neurolettici, seguendo le modalità di prescrizione e/o di approvvigionamento dettate dalle relative norme. La più recente di tali norme prevede la fornitura diretta degli antipsicotici atipici attraverso il Servizio Farmaceutico dell’ASL 3 di Catania (circolare del Dip. F. del Farmaco n.5466 del 16.06.2004).

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